L’opinione dei medici sulla medicina difensiva

Da un’indagine condotta dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari risulta che il 95% dei procedimenti penali per lesioni personali colpose a carico di esercenti le professioni sanitarie si conclude con un proscioglimento, mentre in sede civile le richieste di risarcimento vengono accolte solo nel 34% dei casi.

Ciò che preoccupa i medici non è, però, l’esito del procedimento giudiziario, ma la richiesta del risarcimento stesso.

I dati raccolti indicano quanto segue:

– il 78,2% dei medici ritiene di correre un maggiore rischio di procedimenti giudiziari rispetto al passato

– il 68,9% pensa di avere tre probabilità su dieci di subirne

– il 65,4% ritiene di subire una pressione indebita nella pratica quotidiana a causa della possibilità di subire un processo

Gran parte dei medici ricorre dunque alla medicina difensiva a causa del

clima attuale presso la pubblica opinione (65,8%), o a causa di eventuali iniziative della magistratura (57,9%), o per le esperienze di contenzioso di altri colleghi (48,4%), o ancora per la necessità di prevenire sanzioni comminate da strutture e servizi di appartenenza (43,1%), o per il timore di una compromissione della carriera (27,8%), o per vedere la propria immagine professionale negativamente riportata dai “media” (17,8%).

Il 77,2% dei medici ritiene che le norme che disciplinano la responsabilità professionale si ripercuotono negativamente sulla qualità delle cure e circa l’83% ritiene che esse influenzino negativamente il rapporto con il paziente.